Chi sono

C’è un momento preciso in cui il Giappone ti entra dentro. Per me è stata la prima notte a Tokyo: le luci dei grattacieli riflesse sull’acqua, la quiete ordinata di un quartiere che non dorme mai, e la sensazione strana di sentirsi straniero in un posto che sembra disegnato per funzionare meglio di qualsiasi posto tu abbia mai visto.

Avevo ventisei anni, e da quel momento il Giappone non è più uscito dalla mia testa.

Da San Marino a Koto-ku

Nel 2016 ho frequentato il Corso di Alta Formazione in Processi di Internazionalizzazione dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Il corso mi ha dato qualcosa di inaspettato: due mesi di internship in Giappone.

Dal 4 aprile al 6 giugno 2016 ho vissuto a Tokyo, nel quartiere di Koto-ku. Lavoravo a Tsukiji, proprio accanto al mercato del pesce più famoso del mondo (oggi trasferito a Toyosu), e ogni giorno prendevo la metro, leggevo i cartelli in giapponese senza capirci nulla, ordinavo da mangiare indicando le foto plastificate nel menù e cercavo di imparare, pezzo per pezzo, com’è fatto davvero questo paese.

Non come turista. Come persona che ci abitava.

Nei weekend mi spostavo. Ho esplorato i dintorni di Tokyo a piedi e in metro, ho preso lo shinkansen per Kyoto, ho camminato tra i templi cercando di capire cosa stavo guardando. Ho fotografato tutto quello che riuscivo: scorci di quartiere, mercati all’alba, neon nelle notti di pioggia.

Se sei curioso, qui trovi un articolo sulla serata finale del corso. Non è “autocelebrazione”, vuol solo essere una prova del “non ti racconto una cosa per un’altra”.

I ritorni

Nel 2018 sono tornato per venti giorni. Questa volta in vacanza, libero di muovermi come volevo. Ho salutato gli amici che avevo lasciato a Tokyo, ho approfondito Kyoto e Osaka, ho capito meglio cosa significa viaggiare in Giappone con più tempo e meno fretta, rispettando le scadenze.

Nel 2024 ci sono tornato ancora: quindici giorni con un amico fraterno. Abbiamo visitato le mete classiche e cercato quelle meno ovvie, confrontando quello che ricordavo con quello che trovavo.

Il Giappone cambia, e cambiano anche gli occhi con cui lo guardi.

Tre viaggi, sette anni di differenza, migliaia di fotografie. E ogni volta la certezza che ci sia qualcosa che non ho visto. Qualcosa che merita di esser visto e, per questo, il “dover tornare”.

Perché GiraStyle

Organizzare un viaggio in Giappone non è semplice. Gli italiani che ci vanno per la prima volta si perdono in mille domande: serve il JR Pass? Quale e-SIM funziona meglio? Come ci si muove da Tokyo a Kyoto? È meglio Airbnb o un ryokan?

Io quelle domande le ho fatte tutte, le ho risolte a fatica e qualche volta le ho sbagliate. GiraStyle è il posto dove raccolgo quello che ho imparato, non teorie lette su altri blog, ma risposte concrete nate da esperienza diretta sul campo.

Se stai pianificando il tuo viaggio in Giappone, sei nel posto giusto.

Enrico
Fondatore di GiraStyle